Crystal Pite – NDT 1 & Kidd Pivot

Un progetto site specific per Collezione Maramotti
Commissionato e coprodotto da Festival Aperto/Fondazione I Teatri – Reggio Emilia in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara
1 – 4 ottobre 2026
Collezione Maramotti, Reggio Emilia
La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza.
Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008.
In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara con l’obiettivo di creare un dialogo tra coreografia e arti visive.
La danza come forza che abita un corpo umano
Per Crystal Pite, l’arte del fare è il canale che conduce verso l’arte. Partendo dalla prospettiva dell’artigianalità, la coreografia diventa una sorta di lavoro manuale: costruire, assemblare, rifinire, aggiustare, rivedere e levigare un’opera significa portarne alla luce le intuizioni più preziose.
Questa attenzione all’arte del fare è il punto di partenza della sua nuova creazione. Pite riflette sulla funzione originaria della Collezione Maramotti come fabbrica Max Mara e sugli artigiani che vi lavoravano.
“I sarti e le sarte che vi guadagnavano da vivere, le cui mani producevano i capi che hanno reso famoso il marchio: il loro era l’arte del fare abiti per un corpo umano in movimento e che respira. Il mio non è molto diverso: mi piace pensare alla danza come a una forza che abita un corpo umano,” racconta.
Questa riflessione si intreccia con il suo interesse per l'animazione, la manipolazione dei corpi e l'arte dell'illusione. In queste perturbanti simulazioni della vita, emerge la domanda fondamentale sulla natura stessa della coscienza.
Negli anni, su invito di Festival Aperto, sono state presentate presso la Collezione Maramotti performance di Trisha Brown Dance Company (2009), Shen Wei Dance Arts (2011), Wayne McGregor | Random Dance (2013), Hofesh Shechter Dance Company (2015), Saburo Teshigawara (2017), Dimitris Papaioannou (2019), Peeping Tom (2021) e Anne Teresa De Keersmaeker (2024).