Emma Talbot
5 aprile 2022

Max Mara Art Prize for Women | La residenza in Italia

Max Mara, Collezione Maramotti e Whitechapel Gallery hanno il piacere di annunciare che Emma Talbot (nata nel Regno Unito nel 1969), vincitrice dell'ottava edizione del Max Mara Art Prize for Women, ha terminato la sua residenza di sei mesi in Italia. Le nuove opere realizzate durante questo periodo saranno esposte in una mostra in programma alla Whitechapel Gallery di Londra dal 30 giugno 2022 e alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia a partire dal 23 ottobre 2022.

Questo prestigioso premio è dedicato ad artiste con base nel Regno Unito che non hanno ancora esposto le proprie opere nell'ambito di una mostra antologica di rilievo. Assegnato ad anni alterni dal 2005, è l’unico premio di questo genere dedicato alle arti visive nel Regno Unito. Alla vincitrice del premio viene offerta la possibilità di sviluppare la propria carriera attraverso un periodo di residenza in Italia, completamente finanziato e organizzato su misura, il cui culmine è rappresentato da una mostra personale del nuovo corpus di opere prima alla Whitechapel Gallery e in seguito alla Collezione Maramotti.

A causa della pandemia, la residenza di Emma Talbot non ha potuto essere organizzata nel 2020, come inizialmente previsto, ma si è svolta invece tra giugno e dicembre 2021. In questo periodo l'artista si è spostata tra Reggio Emilia, Catania e Roma, dedicandosi allo studio della mitologia classica, dell'artigianato tessile e della permacultura, esplorando luoghi e istituzioni di grande interesse storico e di grande impatto per tutto il suo lavoro.

Emma Talbot, che successivamente è stata invitata a partecipare alla 59a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, a cura di Cecilia Alemani, ha dichiarato: “Questa residenza di sei mesi tra Reggio Emilia, la Sicilia e Roma è stata fantastica e ricca di opportunità, una svolta per la mia vita e il mio lavoro. Ho apprezzato moltissimo questa esperienza arricchente che mi ha permesso di sviluppare il mio progetto grazie alla ricerca sul campo presso musei, siti archeologici, archivi, aziende tessili, siti di permacultura e produttori specializzati in tutto il Paese. L'aiuto di esperti e professionisti che mi hanno guidata nelle ricerche, unito al supporto dei partner che mi hanno ospitata, ha contribuito enormemente ad ampliare le mie conoscenze. Ho stretto legami importanti con le persone che ho incontrato, aspetto che ha trasformato la mia residenza in un bellissimo percorso di scoperta in continua evoluzione. Ora, grazie a tutto il materiale accumulato nel corso di questi sei mesi da cui trarre ispirazione, non vedo l'ora di tradurre i risultati della mia ricerca in opere d'arte, avendo a disposizione il tempo e lo spazio necessari. Il mio progetto è incentrato sulle fatiche di Ercole, immaginate come esperimenti di pensiero riprodotti e compiuti da una donna anziana, per riflettere su temi attuali quali potere, controllo, sostenibilità e futuri possibili”.

I prodotti tessili occupano un ruolo centrale nell'opera di Talbot che, nel corso della sua permanenza a Reggio Emilia, ha avuto l'opportunità unica di acquisire nuove abilità in questo tipo di produzione, grazie alla collaborazione con Modateca Deanna, uno straordinario archivio storico dedicato alla moda e in modo particolare alla maglieria. Presso Modateca ha collaborato con artigiani locali per apprendere la tessitura ad intarsio e la tecnica di maglieria jacquard, utilizzate per creare motivi multicolori che l'artista incorporerà nell'opera finale. Oltre a frequentare i corsi tenuti dai professionisti altamente qualificati di Modateca e a visitare alcune aziende tessili del territorio, Talbot ha avuto la possibilità di accedere all'archivio storico di Max Mara.

Sonia Veroni, CEO e co-fondatrice di Modateca Deanna, ha dichiarato: ”Sono particolarmente entusiasta della collaborazione con l'artista Emma Talbot. Nel periodo di residency a Reggio Emilia, Emma ha potuto apprendere le tecniche di maglieria, conoscere il distretto e applicare materiali e tecnologie con un approccio nuovo e creativo. Attraverso la sua visione, abbiamo potuto apprezzare un nuovo aspetto della maglieria, artistico ed innovativo, che nasce dalla grande creatività e sensibilità di Emma. Ringrazio di cuore la Collezione Maramotti per averci coinvolti in questa bellissima e stimolante avventura, una vera e propria opportunità di dialogo con una straordinaria artista”.

A Catania, in compagnia dell'artista Rosario Sorbello, Talbot ha potuto esplorare diverse epoche storiche, visitando antichi siti archeologici e l'area del vulcano – tutti elementi di un paesaggio che confluirà e darà forma all'opera finale.
Proprio Sorbello, che ha supportato la ricerca di Talbot in Sicilia, ha commentato: ”Credo che il periodo di permanenza in Sicilia abbia rappresentato per Emma Talbot un momento ricco di stimoli, legati alla conoscenza della natura, dell'arte e della storia dell'isola. Sono sicuro che queste esperienze, insieme a quelle vissute dall'artista durante la residenza in Italia, abbiano costituito un'opportunità unica e preziosa per lo sviluppo dell'intero progetto, che nella sua complessità attinge ad un'ampia varietà di aspetti connessi alla cultura e al territorio italiano”.

L'artista ha inoltre acquisito conoscenze relative alla permacultura, pratica molto utilizzata nell'agricoltura siciliana, che offre la possibilità di convivere in modo etico e sostenibile con la terra. Per toccare con mano questa realtà, Talbot è stata ospite della Casa di Paglia Felcerossa (Sant'Alfio, Catania), un'azienda agricola alle falde dell'Etna.

Tiziana Cicero, la proprietaria, ha detto: “Ospitare Emma è stata una esperienza molto morbida, piena di calore e di bellezza. È stato bello dare vita ad un confronto profondo e pieno sul femminile, sul mondo, sulla Permacultura, sull’elaborazione delle esperienze, sulla vita, che andasse oltre i rispettivi punti di partenza, e oltre la provenienza geografica”.

Nella fase conclusiva della residenza, a Roma, Talbot è stata ospitata per due mesi dalla prestigiosa British School, dove le sono stati offerti uno studio e libero accesso a molte strutture dell'accademia. Nel corso delle sue ricerche ha beneficiato del supporto degli studiosi della British School, focalizzandosi in particolare sul mito di Ercole presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il cui direttore, Valentino Nizzo, l’ha guidata alla scoperta dei disegni delle ceramiche etrusche, potenti veicoli della mitologia classica. Nel corso della permanenza a Roma l'artista ha visitato musei e siti archeologici per approfondire la conoscenza del paesaggio classico italiano.
Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ha dichiarato: “Guardare al passato e al mito con gli occhi di un'artista contemporanea del calibro di Emma Talbot. Questa in sintesi è stata la mia esperienza come tutor scientifico nell'ambito del MMAP8: un viaggio alla scoperta del nostro patrimonio attraverso il filtro dell'iconografia di Eracle, della sua evoluzione e manipolazione ideologica nel corso del tempo dall'Oriente, alla Grecia, al mondo etrusco e romano fino al presente. Un modo per calarla nella contemporaneità e attraverso di essa riflettere e far riflettere. In questo affascinante percorso ho avuto il privilegio più volte di esplorare da vicino la mentalità e le sensazioni di un'artista contemporanea. È stata per me una occasione unica per osservare dall'interno un processo creativo importante che porterà alla nascita di una nuova opera d'arte e che ha significativamente arricchito la mia esperienza di interprete dell'arte antica”.

La proposta con cui Talbot ha vinto il Max Mara Art Prize for Women affronta temi fortemente radicati come il potere, la governance, gli atteggiamenti riguardo alla natura e alla rappresentazione delle donne visti attraverso una lente squisitamente personale. Il punto di partenza è il dipinto Le tre età della donna (1905) di Gustav Klimt, che raffigura una donna anziana nuda, in piedi e a capo chino, in uno stato di apparente vergogna. Talbot ha avuto l'opportunità di vedere da vicino il dipinto presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, durante la sua residenza in Italia. Nell'opera proposta per il premio, Talbot rappresenta la figura come un soggetto dotato di volontà, che si trova ad affrontare una serie di sfide. Queste fatiche di Ercole moderne implicano che l'anziana donna è dotata del potenziale necessario a ricostruire la società in cui viviamo, contrastando la consueta visione negativa dell'invecchiamento.

Il progetto vincitore di Talbot per il Max Mara Art Prize for Women assumerà la forma di un'installazione immersiva: una rappresentazione tridimensionale dell'anziana eroina che si erge solitaria in un precario mondo post-apocalittico in cui la tecnologia è stata annientata. Sullo sfondo, una lunga scena dipinta su seta (realizzata su tessuto dell'azienda comasca Mantero, la prima in Italia a produrre seta 100% riciclata) richiama i paesaggi che l'artista ha potuto ammirare durante i suoi viaggi in Sicilia e a Roma. 

 

Il progetto sarà realizzato interamente in Italia con l'aiuto delle preziose competenze di Modateca Deanna e Imax, la divisione manifatturiera della leggendaria casa di moda italiana Max Mara, che sta contribuendo alla produzione del corpus di opere in vista della presentazione alla Whitechapel Gallery e alla Collezione Maramotti. 

 

Anche le opere destinate alla Biennale di Venezia sono prodotte in Italia, in collaborazione con Imax e con il prezioso sostegno di Max Mara.

 

Nei prossimi mesi è prevista l'uscita di un breve documentario che racconta l'esperienza di Talbot durante la sua residenza in Italia.

 

Le date della mostra:

 

Whitechapel Gallery, London

30 giugno – 4 settembre 2022

 

Collezione Maramotti, Reggio Emilia

23 ottobre 2022 – 19 febbraio 2023