Dal 15 novembre 2009 al 14 febbraio 2010 presso la Pattern Room della Collezione Maramotti Gert & Uwe Tobias hanno presentato la loro opera più recente, un’installazione costituita da ventuno opere tra xilografie di grandi dimensioni, disegni e sculture, all’interno di un walldrawing che copre le pareti dello spazio espositivo. Nelle loro opere si fondono elementi astratti e figurativi tratti dalla cultura popolare del loro paese d’origine, la Transilvania, ma anche da un linguaggio formale contemporaneo in cui la citazione assume un sapore fortemente ironico.




Hannah Rickards, vincitrice del Max Mara Art Prize for Women 2007-2009 ha presentato la sua opera dal titolo No, there was no red., in private preview il 24 ottobre 2009 presso la Collezione Maramotti. No, there was no red., un filmato su due schermi, consiste in racconti orali sull'immagine di una città che appare sul lago Michigan per un raro effetto ottico legato al fenomeno dell'inversione termica. Le differenze soggettive, le affinità, gli echi e i contrappunti di questi racconti compongono la centralità dell'opera.




Il 28, 29 e 31 ottobre 2009 presso la Collezione Maramotti sono stati presentati gli Early Works di Trisha Brown, una delle figure più rappresentative della danza contemporanea. La particolarità e l’unicità di questo evento, frutto dell’esplorazione di nuovi linguaggi artistici e fondato sul dialogo tra differenti forme espressive, ha offerto l’opportunità di ri-leggere un luogo di memoria e di arte, attraverso un percorso ricco di nuove suggestioni. Il 19 ottobre, sempre presso la Collezione Maramotti, la coreografa americana ha partecipato ad una conversazione con Rossella Mazzaglia e Adriana Polveroni.




Dal 24 maggio al 31 ottobre 2009 la Collezione Maramotti ha inaugurato il proprio spazio espositivo temporaneo con una mostra collettiva costituita da opere della propria collezione, acquisite recentemente e realizzate dal 2001 al 2008 da artisti che lavorano in ambito newyorkese. I trenta lavori in mostra sono accomunati da un’investigazione sulla pittura che mai si esurisce sul metodo, ma in cui il metodo è medium del discorso iconografico.




La Collezione Maramotti ha aderito alla quinta edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, Associazione Musei d'Arte Contemporanea Italiani, per il 3 ottobre 2009. Per l’occasione sono state organizzate visite guidate straordinarie, su prenotazione, alla collezione permanente. Inoltre, la mostra temporanea Transitions. La pittura alla fine dell’arte, visitabile liberamente senza prenotazione, è stata aperta con orario continuato.






In collaborazione con Max Mara e Parsons The New School for Design di New York, la mostra presenta le opere di trenta studenti selezionate dalla curatrice Michelle Bogre._Così come l’amaranto, il fiore che, secondo la leggenda, non avvizzisce mai, queste immagini aprono una riflessione sulla fotografia come elemento di rottura della dimensione temporale, che scandisce il nostro vissuto esperienziale, arricchendolo e dilatandolo.






Dall’8 marzo al 3 maggio 2009 la Pattern Room ha ospitato la prima mostra in Italia dell’artista americano John Simon. Le cinque opere presentate costituiscono uno sguardo retrospettivo su un decennio della sua ricerca nell’ambito della software art: dal 1999 al 2009, data dell’ultimo lavoro commissionato dalla Collezione Maramotti. I software di Simon, anima dei suoi lavori a parete, indagano la complessità dei sistemi visualizzando combinazioni senza fine di cromie e pattern.




Dal 23 novembre 2008 al 22 febbraio 2009 è stato esposto nello spazio Pattern Room il progetto Scenario di Gianni Caravaggio. Le sei opere presentate in mostra, realizzate specificamente per la Collezione Maramotti, generano illusioni percettive e, dialogando tra loro, si ridefiniscono costantemente in costellazioni sempre differenti. In questa occasione è stato pubblicato il volume dal titolo omonimo scritto dal filosofo Federico Ferrari e dall'artista stesso.




Dal 7 giugno al 26 ottobre 2008, presso lo spazio Pattern Room, sono state presentate due grandi tele su Casa Malaparte dell’artista portoricano Enoc Perez, realizzate per la Collezione Maramotti.
La sua originale tecnica pittorica si costituisce per sovrapposizioni di strati di colore, senza l’uso dei pennelli. Il progetto si pone in continuità con la sua lettura dell’architettura modernista e il suo portato storico e culturale, trasmettendoci una nostalgica disillusione.




Sabato 27 e domenica 28 settembre 2008 la Collezione Maramotti ha accolto l’invito alle Giornate Europee del Patrimonio e ha organizzato in queste date un orario di apertura prolungato e visite guidate alla collezione permanente.




Dal 30 aprile al 25 maggio 2008 è stata presentata presso la Collezione Maramotti la mostra fotografica Pattern Room. Fotografie di Roxanne Lowit e Giuseppe Varchetta, con un testo di Marco Belpoliti. Le immagini di Roxanne Lowit e di Giuseppe Varchetta sono due diversi sguardi che documentano, interpretandole, le intriganti relazioni tra il corpo delle opere, degli artisti e dei visitatori nello spazio espositivo, scatti realizzati in occasione dell’opening della Collezione. Un testo critico di Marco Belpoliti accompagna e commenta il lavoro dei due fotografi.




Si è conclusa la sedicesima edizione della Giornata FAI di Primavera e questo testimonia la sempre maggior attenzione degli italiani per il proprio patrimonio artistico e naturalistico. In questa occasione la Collezione Maramotti ha aperto le porte al pubblico senza prenotazione, ottenendo un grande riscontro di pubblico e accogliendo più di 2.200 visitatori.




Sabato 29 settembre 2007 ha aperto al pubblico, nella sede storica della società Max Mara, la Collezione Maramotti, una raccolta di arte contemporanea internazionale dal dopoguerra ad oggi. La visita è gratuita e avviene solo su prenotazione.
Una selezione significativa di circa duecento opere delle Collezione, che consta complessivamente di alcune centinaia di lavori, è diventata così disponibile per un pubblico di conoscitori e interessati, secondo il desiderio del fondatore Achille Maramotti.


© foto Di Liborio