Margherita Moscardini
2019

Mahallat el-Ghouta94, Block 8, District 4

Mahallat el-Ghouta94, Block 8, District 4 di Margherita Moscardini

Modalità di visita

Parco Alcide Cervi, Reggio Emilia

Ingressi da Piazza Fiume e da via Gazzata

Orari di apertura del parco:
1 maggio – 30 settembre dalle 7.00 alle 24.00
1 ottobre – 30 aprile dalle 7.00 alle 20.00

Il getto della fontana si aziona la domenica in questi orari:
da maggio a settembre dalle 11.00 alle 11.30 e dalle 18.00 alle 18.30
da ottobre ad aprile dalle 11.00 alle 11.30 e dalle 16.00 alle 16.30

 

 

La fontana Mahallat el-Ghouta94, Block 8, District 4 è parte del progetto The Fountains of Za’atari di Margherita Moscardini, presentato da Collezione Maramotti in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia nell’aprile 2019.

Il modello da cui è stata tratta l’opera è il n. 32 degli oltre sessanta cortili con fontana inventariati dall’artista all’interno del campo per rifugiati di Za’atari, riprodotto in scala 1:1 e presentato ribaltato rispetto all’originale, come oggetto separato dal suolo.

Il campo di Za’atari nasce nel 2012 nel nord della Giordania per accogliere i siriani in fuga dalla guerra ed è uno dei campi più estesi e popolati del mondo. I residenti, spontaneamente, col passare del tempo hanno ricreato il modello tradizionale della casa araba, disponendo i container come stanze intorno a un vuoto, un cortile centrale in cui alcuni hanno costruito una fontana.
Nella casa araba il cortile con fontana è lo spazio semipubblico che fa da cerniera tra la dimensione privata della casa e la strada, la città, il mondo. In Europa invece la fontana è soprattutto pubblica, monumentale. Se il cortile di Za’atari è riprodotto in Europa, il fatto privato che materializza, la piazza privata di Za’atari e la condizione che incarna l’uomo che l’ha costruita, possono diventare un fatto pubblico.

Nell’idea di Moscardini le sculture generate su modello dei cortili con fontana di Za’atari dovranno beneficiare di una giurisdizione speciale con elementi di extra-territorialità, che con il tempo le qualifichi come oggetti e spazi praticabili che prendono le distanze dalla sovranità territoriale del paese su cui poggiano, materializzando la condizione di colui che è senza stato e che ha diritto di risiedere in virtù della propria non appartenenza al territorio. 
Il progetto The Fountains of Za’atari è un dispositivo pensato per generare un sistema di vendita delle fontane, che potranno essere acquisite da amministrazioni o istituzioni cittadine e presentate in spazi pubblici europei. L’ideatore della fontana sarà il diretto beneficiario della vendita, contribuendo alla crescita dell’economia del campo.

Il progetto The Fountains of Za’atari è stato sviluppato dall’artista dal 2015 a partire dallo studio dei campi per rifugiati come realtà urbane destinate a durare.

Per maggiori approfondimenti: collezionemaramotti.org