16 aprile 2018

Helen Cammock è la vincitrice del Max Mara Art Prize for Women 2017-2019

Helen Cammock è la vincitrice del Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery


Iwona Blazwick, OBE, direttrice della Whitechapel Gallery, ha annunciato che Helen Cammock è la vincitrice della settima edizione del prestigioso Max Mara Art Prize for Women, durante la cerimonia che si è tenuta presso la Whitechapel Gallery di Londra il 16 aprile 2018. Il Premio, che ha cadenza biennale ed è stato istituito nel 2005, sostiene artiste che operano nel Regno Unito e che non hanno mai presentato i loro lavori in una mostra antologica, requisiti che lo rendono unico nel campo dei riconoscimenti per le arti visive nel Regno Unito.

Helen Cammock (nata nel 1970) è stata scelta da una giuria di esperte tra una rosa di finaliste di cui facevano parte Céline Condorelli, Eloise Hawser, Athena Papadopoulos e Mandy El-Sayegh, che hanno tutte presentato la loro proposta per una residenza d'artista in Italia. In quanto vincitrice, Cammock trascorrerà sei mesi in Italia nel 2018, nell'ambito di una residenza d'artista personalizzata rispetto ai suoi interessi, per creare un nuovo progetto che verrà successivamente esposto in un'importante mostra personale alla Whitechapel Gallery nel 2019, prima di passare alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

L’approccio di Helen Cammock è trasversale. Spazia infatti tra immagini, fotografia, scrittura, poesia, interpretazioni orali, canzoni, performance, stampe e installazioni. Si interessa di storie e storytelling e recupera, reinterpreta e rappresenta, voci perdute, inascoltate e sepolte. Cammock utilizza i propri scritti, la letteratura, la poesia, i testi filosofici e altri testi ritrovati, spesso mappandoli in situazioni sociali e politiche. Nelle sue opere ritroviamo materiali tratti da Nina Simone, Philip Larkin, James Baldwin, Maya Angelou e Walter Benjamin. Questi testi spesso la orientano nella scelta della forma espressiva, come ad esempio la sua opera con immagini commoventi ed evocative che oscillano tra il privato e il collettivo.

Cammock è nata da madre inglese e padre giamaicano nella Gran Bretagna degli anni ’70 e ricorda di essere cresciuta mettendo in discussione concetti quali l’essere di colore e l’essere donna, la ricchezza e la povertà, il potere e la vulnerabilità. La sua pratica artistica scaturisce dalle esperienze fatte lavorando con le persone e dalla consapevolezza della società collettiva e, al contempo, rimane fedele alla sua autonomia creativa.

La sua proposta vincente per il Max Mara Art Prize for Women è focalizzata sull’espressione di un lamento, riflesso questo di un aspetto fondamentale del suo lavoro: il ruolo della voce e del sentimento di lutto o di perdita, resilienza e sopravvivenza, nel politico e nello storico, nell’individuale e nel collettivo, Cammock vuole concentrarsi sulle modalità con cui viene espressa l’emozione nella cultura e nella società italiana con un focus particolare su opera, musica classica e folk, arte, poesia, scrittura e danza. Esplorerà voci femminili nascoste attraverso le storie italiane con l’intento di creare, attraverso il collage, il layering e l’accostamento, un lamento collettivo che riflette i nostri tempi.

Il soggiorno di Cammock, organizzato ad hoc da Max Mara e dalla Whitechapel Gallery, inizia a maggio 2018. È suddiviso in sei città italiane: Bologna, Firenze, Venezia, Roma, Palermo e Reggio Emilia. Un focus chiave è l’incontro con esperti, accademici, associazioni, istituzioni e comunità nelle aree di interesse per Cammock, che avrà la supervisione di un tutore in ogni città.

A partire da Bologna e Firenze studierà l’arte e l’architettura barocca, la storia della musica, la letteratura e la società per consolidare la propria conoscenza della cultura italiana. Nel frattempo Cammock prenderà delle lezioni di canto in modo da sviluppare le sue capacità canore e così da poter imparare a eseguire un lamento operistico del XVII secolo.

A Venezia e a Roma Helen potrà usufruire della residenza per artisti all’interno di due istituzioni prestigiose. Alla Fondazione Cini (Venezia) soggiornerà al Centro Internazionale di Studi della Civiltà Italiana in qualità di ricercatore indipendente con accesso alle biblioteche specialistiche e alle iniziative culturali. All’American Academy (Roma) godrà di un assegno di ricerca e avrà l’opportunità di collaborare con altri residenti internazionali che stanno esplorando discipline diverse, tra cui musica e storia. A Roma verrà anche accolta dall’Istituto Nazionale Centrale delle Grafica per scoprire diverse tecniche di incisione e stampa.

A Palermo Cammock esplorerà i concetti siciliani di lamento e voce femminile con visite all’Archivio Etnomusicale del Mediterraneo e all’Università di Palermo. Incontrerà inoltre donne che vivono in centro a Palermo e alcune delle, al momento, più recenti comunità di migranti in Sicilia.

Il soggiorno si concluderà a Reggio Emilia. La città dà il nome a un modello educativo radicale che passa attraverso il concetto dello stare bene. Cammock è particolarmente interessata alle modalità con cui il progetto è stato realizzato dopo la Seconda Guerra Mondiale per ricostruire la comunità e l’educazione. Utilizzerà il modello come guida per condurre una ricerca partecipativa e avere conversazioni con coloro che, oggigiorno, vivono ai margini della società cittadina.

La giuria della settima edizione del Max Mara Art Prize for Women, presieduta da Iwona Blazwick OBE, Direttrice della Whitechapel Gallery, era composta dalla gallerista Vanessa Carlos, Carlos/Ishikawa, Londra; dall’artista e precedente vincitrice del premio Laure Prouvost; dalla collezionista Marcelle Joseph e dalla critica d’arte Rachel Spence.

Helen Cammock ha affermato: “Ricevere un premio così specifico e a sostegno degli artisti è davvero incredibile. Non ho mai avuto la possibilità di vivere un’esperienza che comprendesse viaggio, ricerca, produzione e presentazione per un periodo di tempo prolungato. Durante i sei mesi di residenza mi troverò in un contesto culturale a me nuovo, incontrerò esperti che lavorano in modo diverso dal mio e rifletterò su come la mia pratica possa evolvere in un dialogo con nuove storie. E’ una opportunità in termini di spazio e tempo per concentrarsi ed essere un artista - questo è forse l’aspetto più significativo di questo premio.

Sono solita lavorare (come molti altri artisti) bilanciando progetti, commissioni, insegnamento o altri lavori pagati; un periodo di tempo prolungato e ininterrotto per pensare ed elaborare è sempre stato un raro lusso - fino ad ora.”

Iwona Blazwick OBE, Direttrice della Whitechapel Gallery, ha affermato: “Helen Cammock è una pioniera nella sua pratica interdisciplinare che unisce arte e musica. La sua proposta vincente per la residenza d’artista del premio Max Mara creerà una convergenza tra jazz, opera barocca italiana e le pionieristiche tecniche di educazione nate a Reggio Emilia per creare stampe, film e musica che danno voce agli emarginati.”